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Vico Equense

Sorrento Coast and Capri

A chi giunge da Napoli viaggiando verso la Penisola Sorrentina, transitando per la vecchia strada litoranea, poco dopo aver superato Castellammare, si offre la piacevole vista di un suggestivo borgo disteso su uno sperone roccioso, di natura calcarea e tufacea, proprio di fronte al Vesuvio: Vico Equense.

A ridosso del blocco roccioso su cui poggia Vico, si ergono i monti su cui sono sparsi i tredici caratteristici borghi o Casali che fanno parte del suo Comune. Questo spettacolo della natura che regala al visitatore panorami mozzafiato, è dominato a sua volta dall’imponente Monte Faito ricoperto di boschi di faggi e pini e ricco di sentieri che offrono l’occasione a interessanti escursioni.

Dunque Vico Equense, sita tra mari e monti, che la portano ad affacciarsi anche sul lato del Golfo di Salerno, pur essendo molto vicina alla Penisola Sorrentina, è separata da questa da Punta Scutolo ed ha avuto una storia leggermente diversa. Era anch’essa abitata già in epoca preromana, dunque ben prima del VIII secolo a.C., come è attestato da resti archeologici antichissimi appartenenti ad una Necropoli. Questi reperti ci testimoniano che l’origine di Vico è molto probabilmente Etrusca; lo si evince dai ritrovamenti di corredi funerari nella succitata Necropoli, conservati oggi nel Museo Archeologico della città, e costituiti soprattutto dai caratteristici “buccheri”, i vasi in ceramica nera lucidissima forgiati dalle abili mani degli artigiani etruschi, da altre ceramiche con decorazioni nei colori rosso e nero e da oggetti in bronzo. Su uno di questi vasi è stata repertata un’iscrizione di grande valore archeologico in quanto redatta in alfabeto nucerino, altro antico popolo italico.

Il nome Aequa compare per la prima volta in epoca medioevale per indicare un borgo che sorgeva dove ora si trova la frazione di Seiano. Un’altra parte del borgo era invece situata, abbastanza sicuramente, dove ora sorge il Centro Storico della cittadina e presentava il tipico impianto topografico con suddivisioni geometriche con un Cardo e un Decumano come vie principali.

In epoche più recenti, con l’arrivo degli Aragonesi e degli Angioini, furono erette mura intorno al villaggio principale per difenderlo dagli attacchi dei pirati saraceni. All’interno delle mura furono costruite una cattedrale e un castello a scopo difensivo. La Cattedrale è quella della SS. Annunziata (XIV sec.) che si trova su uno sperone roccioso a picco sul mare; l’interno è un raro esempio di architettura gotica mentre l’esterno, più volte restaurato, presenta una facciata in stile barocco (XVIII sec.). Il Castello Giusso, invece, fu edificato nel XIII sec. forse per volere di re Carlo II d’Angiò.

Inizialmente, fu utilizzato come struttura militare, in seguito come residenza. Prende il nome dall’ultima famiglia proprietaria i Giusso, appunto.

Vico Equense deve oggi la sua fama anche alle sorgenti termali di acqua sulfurea nella località Scrajo, che hanno dato impulso a una fiorente industria turistica, grazie anche alla bellezza delle spiagge che godono della vista del Vesuvio proprio di fronte. Inoltre, tra i boschi e le colline sono sorte rinomatissime industrie casearie, aziende per la produzione di olio, vino e limoncello.

Invitiamo, pertanto, i turisti di tutto il mondo a visitare la bella Vico, a percorrere i suoi sentieri boschivi fino al Faito e a degustare l’elevata qualità della gastronomia locale. Vi aspettiamo!!

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